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Simonemoriconi
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Credo che questi cambiamenti siano una risposta all'evoluzione di scenario, non solo del target: sicuramente i ragazzi rimangono squattrinati, ma ora documentano in tempo reale il soggiorno: una struttura (anche se economica) deve apparire bella, perchè le immagini rimbalzano sui social network. Inoltre, credo che il viaggio nelle grandi capitali sta vedendo trend sempre più articolati e interessanti: pensiamo alla moda dell'Urbex (esplorazione di edifici urbani abbandonati), oppure al couchsurfing (dormire a casa di sconosciuti che mettono a disposizione il proprio divano) e cmq sempre + in ottica di relazioni, networking, e vissuto di esperienze "particolari".
Toggle Commented Jun 22, 2012 on Gli Ostelli si rifanno il look! at Experyentya
Molto interessante! Sembra una cosa facile, ma credo che "riconcettualizzare" sia molto difficile, perchè coinvolge tutti i processi di business, non solo il marketing ma anche la fornitura, il personale, ecc. Sicuramente è anche un processo molto lungo, che necessita una chiara visione strategica. Non è da tutti! :)
Anche a me fanno un pò paura queste cose, per un motivo. In un libro molto interessante ("The Behavior Gap" http://www.ibs.it/libro+inglese/richards-carl/the-behavior-gap/9781591844648.html) si dice che sostanzialmente le persone non dovrebbero temere tanto la crisi, perchè con una più oculata gestione delle proprie finanze personali possono vivere bene lo stesso, facendo le stesse cose, arrivando tranquillamente alla fine del mese. Tutto sta a non "fare cose stupide con i soldi", ossia a non cedere agli impulsi guidati dalle emozioni e (come in questo caso) dai sogni e dalle possibilità di improbabili vincita. Quello che mi spaventa, è che da una parte la società è assolutamente razionale nei propri comportamenti, riducendo e razionalizzando i consumi in maniera drastica, con grande attenzione. Dall'altra, però, è completamente irrazionale: quando si giocano decine di € al mese, ad esempio, inseguendo sogni che sa benissimo che non arriveranno mai. Ecco, queste città del gioco le vedo un pò come "fabbriche dell'irrazionalità", luoghi dove le persone non vanno a soltanto a passare un pò di tempo, ma vanno a comportarsi in maniera assolutamente opposta rispetto a quella "usuale". Anche l'atmosfera che si respira dentro è piuttosto surreale. Non so, ma io cerco di frequentarli il meno possibile... :)
Sottolinerei anche la differenza nel modello di business: i social "aperti" nascono appunto come social network e basta, con introiti che arrivano dalle inserzioni e pubblicità. Quelli "chiusi" sono investimenti di aziende produttrici, dove i ritorni si misurano in passa-parola, fedeltà, innovazione e vendita di prodotti. Forse si avvicinano più a community, appunto, che ai social network comunemente intesi.
Ritorno un'attimo sulla questione perchè mi sembra interessante. Io terrei separate 2 cose: identità e comportamenti. Un conto è l'identità virtuale (quella di Second Life) destinata a sparire, proprio perchè completamente non-autentica. Un conto è l'identità digitale, che invece, è reale e come!! Tutti noi, con i profili su diversi social network abbiamo un'identità digitale, che è comunque diversa da quella reale. Perchè l'immagine che diamo di noi nei social è leggermente (o tanto, in alcuni casi) diversa da quello che siamo realmente. Vi invito a leggere questo post al riguardo http://www.sestyle.it/2011/identita-digitale-vs-identita-virtuale-non-un-semplice-gioco-di-parole/ Le nuove generazioni ottengono quell'identità digitale molto prima, perchè si ritrovano i mezzi tra le mani per averla. A volte talmente presto che neanche lo sanno. Guardate questo esempio di neonato digitale, mi ha particolarmente colpito http://www.mattialalli.com/ (ovviamente, sono i genitori che agiscono per lui). Un altro discorso sono le abitudini digitali: sempre più i figli saranno incollati al pc, e questo è vero, ma non solo per rincoglionirsi. Mi auguro che lo faranno perchè potranno interagire per progetti di scuola (che deve innovarsi) per scambiarsi idee, per apprendere meglio all'università, per condividere documenti e progetti, ecc. Non guardiamo al mondo virtuale con catastrofismo. Alla fine non sono gli strumenti che fanno la differenza, ma come si decide di usarli.
Personalmente, penso che Facebook sia un grande viatico alla felicità, in quanto nato proprio per supportare quei "beni relazionali" come amicizia, amore e relazioni personali, al cui aumentare aumenta anche il benessere delle persone. Secondo me, però, è in parte una felicità illusoria: c'è un misto di ego-centrismo e "effetto amplificazione" che ci porta a credere di avere tanti rapporti, tanti amici, tante persone che ci stimano. Ma un "like" o un commento non andranno mai a sostituire un gesto di "vera" amicizia. I legami possono nascere e solidificarsi sui social network, ma ci sarà sempre bisogno dell'off-line per costruire relazioni solide. Non possiamo poi tralasciare l'altro lato della medaglia (ne avevo parlato qui http://snacksofmarketing.wordpress.com/2011/07/14/la-paura-di-non-esserci-e-il-consumo-compulsivo-di-social-network/) ossia l'assuefazione e il "consumo compulsivo" di social network . Come giustamente dici tu, Facebook non è un'ente caritatevole, e non possiamo dimenticare che stiamo cedendo le nostre informazioni (immagini, pensieri ecc.)ad un'azienda che le riutilizza per far soldi. Informazioni che poi non si cancellano. Hai parlato di Facebook, ma spezzo una lancia a favore di Twitter: c'è più privacy e meno invadenza, e c'è molta più facilità nello stringere contatti con i "tuoi simili".
Si, anche dal punto di vista del turismo ci sono App molto interessanti, come quelle che utilizzano le tecnologie di Realtà Aumentata. Ad esempio a Recanati, è nato il progetto "Genius Loci": scaricando l'apposita App si possono ascoltare le poesie di Leopardi o la musica di Beniamino Gigli nei vari luoghi in cue le opere sono nate o vi sono legate. Le App rendono possibile un'esperienza di territorio nuova e interattiva, che le destinazioni possono sfruttare per sorprendere e fidelizzare il turista.
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Nov 2, 2011