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chrisarr
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Finalmente un pastore che osserva le pecore per quello che sono, piuttosto che pretenderle nell'idea di quello che si vorrebbe che fossero. Finalmente il pastore esce dall'ovile e va a cercare le pecore nel pascolo e in giro per i prati...
Quanto mi sembra claustrofobico questo argomentare sulla protestantizzazione del cattolicesimo. Quando ci renderemo conto di essere tutti fratelli, ognuno con le sue differenze, i suoi difetti e i suoi pregi? Io se son tornato ad essere cristiano è grazie all'aver impegnato lungo tempo a documentarmi sulla Riforma, per poi rendermi conto, incuriosendomi per il metodismo, che le basi del cristianesimo sono comuni fra tutte le Chiese. Ora mi sta affascinando il documentarmi sull'ortodossia, e mi sembra di chiudere un cerchio. E sto sempre più sentendomi a casa nella Chiesa Cattolica, che mi sembra meglio presentar e testimoniare la fede.
Può esservi differenza fra "il ruolo dei cattolici" ed "il ruolo dei cristiani"? Questo termine, "ruolo dei cattolici", lo vedo inteso come riferimento ad un ben preciso gruppo sociale, gruppo di pressione, caratterizzati da una ben determinata identità e morale. Logico poi che, gerarchie ecclesiastiche e dirigenti partitici, lo veda come un bel pacchetto di voti (e potere), gli uni da dirigere ed amministrare, gli altri da blandire e cavalcare. Ma questo "ruolo dei cattolici" non è ciò che ha sempre perseguito anche Ruini con la sua visione verticistica? Sembra che per te l'obiettivo debba essere lo stesso, ma che sia da perseguire ad altri livelli (non "curiali", magari "conciliare" - come dici: "Il problema è il rapporto tra il cattolicesimo e la politica che continua a passare per i vertici della gerarchia."). E se invece un ruolo di peso lo si ricercasse come semplici cristiani laici, semplici cittadini di uno stato? Finché a pesare sarà la componente confessionale, chi ne ha la possibilità continuerà ad utilizzare questo dato come una comoda impugnatura per brandire un'arma o uno maneggiare uno strumento. Ma noi come cristiani abbiamo una morale, siamo in grado di elaborare priorità ed elaborare risposte a prescindere dall'essere cattolici o meno. Non sarebbe l'occasione per abbandonare una visione della politica come interpretata in chiave di identità, ideologia e faziosità, per abbracciare un approccio più pragmatico ed inclusivo? Con l'occasione, magari, si riprenderebbe anche a risvegliare le coscienze (generalmente portate a "delegare" per autoassolversi) e, che so, a rievangelizzare questo paese sempre meno cristiano, alla prova dei fatti. Il lievito per dare il suo effetto non può esser un grumo, per quanto grosso, nel pane. Deve amalgamarsi nell'impasto.
Mi ha colpito, e già mi ha colpito anche in passato, che quando vengono alla luce certi scandali, come quello alle vergogne della cronaca in questi giorni, buona parte del mondo cattolico (e non) si affretta subito a ricordare l'evangelico "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Eppure vi sono anche altri passi biblici che potrebbero guidare i cristiani in politica in questi giorni, che spingono ad una certa responsabilità, nei confronti della collettività e soprattutto nei confronti di chi sbaglia: "Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti." (1Tessalonicesi 5:14); "Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato." (Galati 6:1) "Fratelli, vi ordiniamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni fratello che si comporta disordinatamente e non secondo l'insegnamento che avete ricevuto da noi. Infatti voi stessi sapete come ci dovete imitare: perché non ci siamo comportati disordinatamente tra di voi;" (2Tessalonicesi 3:6-7) Le gerarchie eclesiastiche per troppo tempo hanno pensato di trovare una comoda scorciatoia nella "contiguità" con certa politica e certi politici, solo perché prontamente si ammantavano dell'etichetta del cattolico; hanno ciecamente abbandonato la loro missione evangelica e pedagogica per puro calcolo di potere e di convenienza. Prego il Signore che apra i cuori, gli occhi e le menti.
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Jan 19, 2011