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Caro Marco, il tuo articolo è lucido , chiaro e “aperto a tutti”. L'argomento da te trattato meriterebbe un maggiore approfondimento e , sappiamo entrambi, che l'intero spazio web messoci a disposizione , non basterebbe. Sì, la penna è e sarà il nostro forcone contro questa classe politica aliena al Popolo italiano. Potremmo persino pensare ad utilizzare la nostra penna-forcone per punzecchiare i pallidi culi dei signori in doppio petto che bivaccano nel Letamaio italiano ciononostante , dobbiamo convenire, che non è attraverso un referendum che si possono cambiare le cose. Se partire dobbiamo, bisogna iniziare con una campagna massiccia contro le missioni di guerra che vedono impegnati i nostri militari, i nostri consanguinei, sotto l'insegna del Tricolore. La guerra non è altro che il proseguo della politica. Se dal '45 ad oggi è stato un solo susseguirsi di “agenti immobiliari” a governare il nostro Bel Paese, è dato dal fatto che a dettare la vera agenda politica nazionale ed estera, è Capralandia o meglio, l'élite finanziaria che risiede , principalmente, negli Usa. La guerra non è un fine ma un mezzo per la conquista del Potere. Come possiamo cambiare le cose se le nostre truppe sono impiegate in guerre che non ci appartengono? Questi politici da strapazzo ci espongono quotidianamente al turpiloquio dei popoli massacrati dalle forze Nato e statunitensi. E quando il turpiloquio si trasformerà in “sete di vendetta”? A rimetterci saremo ancora noi: civili, cittadini, elettori, contribuenti. Tutti sinonimi . Tutti termini con lo stesso significato: vittime sacrificali per il vile Dio denaro . La nostra parte di colpa l'abbiamo. Girarci dalla parte opposta, rifiutando di vedere l'annientamento della vita degli altri popoli, ci rende colpevoli. E' vero. Ma tale colpa non può renderci i primi bersagli dell' “odio giustificato” di chi , ha visto letteralmente esplodere in mille pezzi la madre, la sorella o il proprio figlio. Vogliamo dilungarci sulla provenienza della maggior parte dei militari italiani? Sulla latitanza dello Stato nel Mezzogiorno? Non possiamo odiare il militare in quanto tale. Dobbiamo invece combattere l'assenza delle istituzioni nelle diverse parti d'Italia che creano le condizioni ideali per far sì che, il ragazzo di onesti ideali, debba arruolarsi per poter permettere alla propria famiglia una vita dignitosa. Spesso si censura il bivio dinanzi al quale, la politica Made in Italy, obbliga un giovane italiano a scegliere: la malavita o l'esercito. Chi governa i mezzi di comunicazione , governa il mondo. E tu, nel tuo piccolo, nelle tue due ore pomeridiane, hai la possibilità di puntare il 'mirino' verso coloro che affamano i popoli della Terra, in ogni angolo del mondo. Urla no alla guerra e opponiti al prossimo attacco militare in Iran e in Siria , potrai infierire così una ferita a questa piovra maledetta che oscura il nostro Sole, la nostra esistenza. Grazie per lo spazio concessomi. Ciao Marco. Matricola515.blospot.com
Toggle Commented Feb 8, 2012 on La Grande Merda! at www.marcomazzoli.it
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Feb 8, 2012