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antonio menegon
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Scrive la cassazione nella sentenza 25769/09 “è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle condizioni della strada e del traffico ed ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine alla circolazione”. Ovviamente si tratta di un principio generale astratto su cui tutti possiamo concordare. Ammessa la possibilità di individuare chi in concreto disattende il principio, l'infrazione riguarda generico pericolo per l'integrità di personale e patrimoniale propria e di terzi e turbativa della circolazione, aspetti correlati a valutazione soggettiva dell'agente di polizia, nella sua volatile, istantanea e personale percezione . L' eventuale infrazione contestata attiene agli art. 141/1, 141/3 , 141/4 ma anche al contrario l'art. 141/6 Certamente estranea l'infrazione di cui al 41/11 rilevata con mezzi automatici, mezzi inadatti a valutare caratteristiche, stato, carico del veicolo, condizioni della strada e del traffico, immaginarsi ogni altra causa di qualsiasi natura.. Leggo il dispositivo della sentenza, solo da fonte esterna so che è correlata la passaggio con il rosso, quindi posso spaziare in ipotesi senza limiti sulle motivazioni. Non riesco però ahimè a trovare nessun percorso sillogico tra pronuncia e fatto in esame. Nulla di nuovo, molte sentenze sono “politiche” a salvaguardare l'ordine consolidato anche attraverso equilibrismi precari. Fin quando possibile. In questa sentenza probabilmente la Cassazione ha in mente la tabella di cui al CNR2001, entrata nell'uso consolidato anche per le numerose direttive Ministeriali che vi si riferiscono, nonostante sia immotivata ed irragionevole. Ogni ulteriore avvallo è preludio a tonfo maggiormente deflagrante. Gli estensori della tabella, per molto tempo imbucati, calcolano il tempo di arresto alla velocità della strada,assumono una decelerazione maggiore di quella di sicurezza e dividono il mondo in due insiemi quelli che si trovano a distanza tale da potersi fermare entro i limiti e quelli che sono più vicini. A questi ultimi nessuna incertezza è concessa, devono proseguire alla velocità della strada o meglio accelerare pena inevitabile infrazione. Non è concesso nessun prudente rallentamento. Uno scenario in aperto contrasto con la stessa pronuncia della Cassazione di cui sopra. Come vede Caprino nella pronuncia convivono diavolo ed acqua santa. Per quanto ancora? Antonio Menegon
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Dec 26, 2009